IL TEMPIO DI HERMETE - Antro di Magia, Esoterismo, Spiritualità, Stregoneria, Occulto, Goetia, Enochiano, Spiritismo e Religione

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L'Arte devozionale
view post Posted on 19/11/2008, 23:46Quote
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Nihil Est

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 15:13


La Devozione verso una particolare Divinità è un’Arte che a mio parere, col tempo, è stata troppo spesso tralasciata o persa nel suo originale significato. Molti di noi, già soltanto guardando le immagine divine, si saranno chiesti il perché esse sono ritratte in quelle posizioni, o anche perché (soprattutto nei pantheon più antichi) gli Dei assumano sempre la stessa posizione. Tutte queste domande trovano risposta nell’Arte della Devozione. Essere devoti ad un Dio significa divenire quel Dio (ed è anche per questo motivo che, nell’antichità, non a tutti era permesso divenire sacerdoti o sacerdotesse di particolari Dei, perché non avrebbero mai potuto essere “devoti” come avrebbero dovuto. Il/la sacerdote/ssa sono l’immagine vivente del Dio e lo raffigurano sulla terra, quindi è normale, ad esempio, non permettere ad una donna storpia di rappresentare la Dea della Bellezza). Ma veniamo al dunque, la devozione è un’Arte complessa, che richiede tempo, sacrificio, sforzo fisico e la scelta del nostro Dio di Devozione non è sempre semplice. Ovviamente per gli uomini sarà più semplice scegliere un Dio maschile (per le donne una Dea), ma la questione potrebbe complicarsi nei casi di persone bisessuali (che potrebbero essere facilitati nella scelta di Dei androgini o ermafroditi) o nei casi di persone omosessuali (che tendenzialmente sono più propense ad essere devote a Dei di sessualità opposta, comportando uno sforzo immenso). Superata questa prima difficoltà iniziale, i problemi non finiscono: sarebbe troppo semplice poter essere devoti a tutti gli Dei. Il motivo per cui molti Dei non hanno avuto culti fiorenti (e mi riferisco nell’antichità, ovvero al tempo in cui la devozione era un presupposto fondamentale nello sviluppo di una forma religiosa), deriva dalla loro natura troppo astratta: Dei troppo arcaici come Crono o An (un’antica Divinità Babilonese), o comunque Dei che incarnano principi troppo complicati da essere pienamente compresi ( principi come il vuoto, la pura follia), come possono mai poter essere rappresentati da esseri materiali? O per meglio dire: questo è anche possibile, ma non si può fare a meno di concordare sul fatto che non è un’impresa possibile a tutti.
Precisati questi punti fondamentali di quest’Arte, è lecito soffermarsi a riflettere anche su altre caratteristiche proprie della devozione. Possiamo innanzitutto dire che la mitologia è, e deve essere, uno degli alleati principali della nostra opera devozionale. Chi scegliesse ad esempio di essere devoto al Dio della guerra Marte (forse molti obietteranno al fatto che Marte sia associato come Dio della guerra, ma è inutile soffermarci a spiegare in questa sede a tale proposito) dovrà compiere ogni atto della sua vita in onore del Dio Marte. Ciò implica non solo che dovremmo compiere ogni nostro singolo gesto nella piena concentrazione di ciò che stiamo facendo (perché ogni singolo respiro lo stiamo dedicano al nostro Dio), ma che dovremmo comportarci nel modo che piaccia a quel Dio. Nel nostro caso non cercheremo le soluzioni più sagge ai nostri problemi, ma quelle più avventate o competitive. E in questo può aiutarci la mitologia, suggerendoci come lo stesso Dio a cui noi stiamo dedicando la nostra devozione, si sia comportato nelle varie occasioni della sua vita, suggerendoci cosa odia, cosa ama, cosa pensa.

Io sono Luna, Tu sei Sole, ma nella Via nulla Man-Tiene il suo Colore, la Forma Dis-Solve, la Vibrazione S-Vanisce, un Punto nel Cuore, e le Stelle Sovrane. L'Appeso, Re del Regno delle Fiamme Lontane, Dieci al Collo della Regina, ma solo Fortuna non Usare, se al Cuore vuoi arrivare. Occhio Bianco, e Occhio Nero, al Mago di Sphinx vai a domandare, ma la Giustizia Moneta Sonante non Chiede per il Mondo Governare. La Morte un Tributo di Sangue domanda: chi ucciderà l'Innamorato? Io sono Tre, e Tu sei Quattro: Sette sul Capo, Sette nel Cuore, Sette nei Piedi, a Kalkaz l'Azione, ad Algiz la Passione. Nero e Bianco nella Dea, Tre, Due, un Battito, e un Battito, Sigillum e Via.


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view post Posted on 21/11/2008, 21:27Quote
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Colui che Brucia

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/7/2009, 19:57


Interessante! Conoscevo in linea di massima questa cosa come riferimento agli antichi Misteri, dove una persone che doveva essere iniziata "riviveva" tutte le fasi della storia dfi una precisa divinità, fino ad identificarsi con essa, attraverso una morte e una rinascita simbolica. Ciò che non sapevo è che questo si riflettesse poi nellla vita quotidiana...nel senso che poi diventa anche un po' pensante pensare ed agire sempre in base alle caratteriste del Dio a cui si è devoti, si è limitati in un certo senso... ^_^

Dolce è la pioggia,delicata scende, culla il cuore, quieta il vento,offre la solitudine che io cerco, eppur quest'acqua tutti i dolori porterà via.Perchè la docezza segue il risveglio, e quiete e pace e amore di nuovo rigenerati scendono dalle nubi lassù...perchè tutto l'amore attorno sento,così dolce,quieto,sicuro;
Lungo i sentieri che percorro,la presenza degli Dei io sento. So che qualsiasi cosa io faccia essi sono con me. In me vivono, e io in loro,per sempre....agli alberi e ai campi appartengo;alle foreste e alle sorgenti, ai fiumi e alle colline, a Voi appartengo, e Voi mi appartenete...
 
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<<LunaNera>>
view post Posted on 30/11/2008, 20:02Quote

Utente cancellato






Anche qui mi piacerebbe saperne di piu'. In pratica cosa fa un devoto?
 
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view post Posted on 1/12/2008, 04:44Quote
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Nihil Est

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 15:13


Scusate ma mi accorgo solo ora delle risposte a questo topic...

Intanto preciso una cosa: l'arte devozionale non prevede nessun rituale di morte simbolica, nè di ammissione al culto di una divinità, che è una pratica di sacerdozio più che devozionale.
La devozione è un'arte utile soprattutto ai fini pratici, ma vi faccio un esempio per rendervi subito l'idea: mettiamo il caso che decidessi di fare un'invocazione marziale il giorno martedì 9/12/2008 (lo vedo anche molto adeguato come giorno). A questo punto ho due opzioni:
- comprare tutto il necessario per il rituale ed eseguirlo il giorno indicato;
- comprare tutto il necessario per il rituale ed effettuare un'opera devozionale prima dello svolgimento del rituale stesso;
Nel primo caso si verificherebbe un comune rito magico e non sarebbe stato molto differente se invece di aspettare avessi deciso di farlo anche subito dopo il momento in cui avevo deciso di farlo (anche perchè non 'è stata alcuna preparazione magica al rituale).
Nel secondo caso, in questi 8/9 giorni che mancano alla data stabilita, avrei effettuato un'operazione magica devozionale che avrebbe amplicato (e non di poco) la potenza magica del rituale stesso. Dovendo invocare le energie marziali, se faccio opera di devozione per tutti e 9 i giorni che precedono il rituale, sarei costantemente sintonizzato con le energie marziali permettendo loro di scorrere più liberamente e con maggiore forza durante il rituale, cosa che non accadrebbe nel primo caso. Ci sarebbe quindi una maggiore sintonia col dio ed una maggiore "benevolenza" dello stesso ad assecondare il fine del nostro rituale.
Per eseguire questa pratica devozionale i passi sono semplici:
- oltre a seguire le indicazioni basilari del post precedente, basta eseguire un'adorazione (ovvero assumere la forma divina del dio che vogliamo rappresentare) una volta al giorno (nei periodi più lunghi) e 3 volte al giorno se abbiamo meno tempo a disposizione.
Assumere la forma divina significa mettersi nella stessa posizione in cui il dio è raffigurato. Nel caso specifico di Marte, basta trovare il corrispondente Dio del pantheon egizio (che per raffigurazione si presenta più semplice da assumere come pantheon) e mettersi nella stessa posizione in cui è raffigurato il dio, meditando sulle sue energie e facendole vibrare all'unisono con le nostre. L'ora da scegliere va calcolata in base alle tabelle delle ore planetaria, e l'assunzione della forma divina va svolta nei limiti di quest'ora. Ovviamente, dovendo assumere le forme degli dei egizi, ci converrà eseguire un rituale ad un dio egizio piuttosto che a marte, ma nel caso in cui o non fosse possibile (per i mezzi a disposizione) adorare il dio attraverso cerimonie egizie, o non si riuscisse a trovare il corrispettivo dio egizio di quello che vogliamo adorare, ci basterà sopperire all'assunzione della forma divina con una pratica meditativa abbastanza profonda...

Io sono Luna, Tu sei Sole, ma nella Via nulla Man-Tiene il suo Colore, la Forma Dis-Solve, la Vibrazione S-Vanisce, un Punto nel Cuore, e le Stelle Sovrane. L'Appeso, Re del Regno delle Fiamme Lontane, Dieci al Collo della Regina, ma solo Fortuna non Usare, se al Cuore vuoi arrivare. Occhio Bianco, e Occhio Nero, al Mago di Sphinx vai a domandare, ma la Giustizia Moneta Sonante non Chiede per il Mondo Governare. La Morte un Tributo di Sangue domanda: chi ucciderà l'Innamorato? Io sono Tre, e Tu sei Quattro: Sette sul Capo, Sette nel Cuore, Sette nei Piedi, a Kalkaz l'Azione, ad Algiz la Passione. Nero e Bianco nella Dea, Tre, Due, un Battito, e un Battito, Sigillum e Via.


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view post Posted on 1/12/2008, 06:06Quote
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Mago

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/12/2009, 17:04


in pratica (sintetizzando all'estremo) l'arte devozionale è un lavoro di armonizzazione con le divinità giusto?
io credevo che fosse una cosa che invade la tua vita nel senso, io decido di essere devoto a marte poichè miei "tratti"sono affini, quindi decido di dedicargli tutta la mia vita; ma da quello che dici nell'ultimo post, puo esere anche una cosa limitata nel tempo come nell'esempio che hai fatto sopra, cioè per preparazione ad un rituale.
Al sei una fonte inesauribile di conoscenza
 
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view post Posted on 1/12/2008, 13:00Quote
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Nihil Est

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 15:13


Se per armonizzare intendi entrare in sintonia posso rispondere di si, ma non sarebbe una visione completa. La devozione porta all'immedesimazione (con apice nel rituale stesso) dell'uomo nel dio, l'uomo diventa il dio, il dio diventa l'uomo...

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view post Posted on 1/12/2008, 15:38Quote
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Colui che Brucia

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 26/7/2009, 19:57


CITAZIONE
io credevo che fosse una cosa che invade la tua vita nel senso, io decido di essere devoto a marte poichè miei "tratti"sono affini, quindi decido di dedicargli tutta la mia vita

Anch'io avevo capito cosi...grazie dellla spiegazione Al ^_^

Dolce è la pioggia,delicata scende, culla il cuore, quieta il vento,offre la solitudine che io cerco, eppur quest'acqua tutti i dolori porterà via.Perchè la docezza segue il risveglio, e quiete e pace e amore di nuovo rigenerati scendono dalle nubi lassù...perchè tutto l'amore attorno sento,così dolce,quieto,sicuro;
Lungo i sentieri che percorro,la presenza degli Dei io sento. So che qualsiasi cosa io faccia essi sono con me. In me vivono, e io in loro,per sempre....agli alberi e ai campi appartengo;alle foreste e alle sorgenti, ai fiumi e alle colline, a Voi appartengo, e Voi mi appartenete...
 
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<<LunaNera>>
view post Posted on 5/12/2008, 14:48Quote

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Sei stato molto chiaro!
 
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view post Posted on 30/12/2008, 20:51Quote
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Abitante della Notte

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 10/11/2009, 15:46


E' vero, sempre molto chiaro e conciso ^_^

Forse una domanda che sembrerà stupida: l'arte devozionale fa parte del sentiero della mano destra in quanto, appunto, devozione ad un dio, o del sentiero della mano sinistra, visto che l'uomo stesso diventa dio?

Coshka^^

Notti folli!
Di sogni
accese -
notti folli!
Libero e fremente
è ormai ogni istinto
primordiale
danze selvagge
ed estatiche risa!
Il falso moralismo
delle genti più grigie
ha già logorato
caparbia
l'empia oscurità.


So che vi sono occhi dei più melanconici che non nascondono affatto segreti preziosi; begli scrigni senza perle, medaglioni senza reliquie, più vuoti, più profondi dei cieli stessi! Ma non basta forse l'apparenza per rallegrare un cuore che fugge la verità? Ben vengano maschere e decori! Adoro la loro bellezza.

*Incontro limpido e oscuro di un cuore divenuto il proprio specchio!*

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view post Posted on 6/1/2009, 07:50Quote
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Nihil Est

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 19/12/2009, 15:13


Non è una domanda stupida, anzi è tutt'altro...
Diciamo che per quello che riguarda la linea teorica, quando si parla di "pratiche" esse sono da vedere solo come degli esercizi o dei mezzi per raggiungere i nostri scopi (ad esempio la meditazione è usata in entrambi i sentieri, anche se assume obiettivi e caratteristiche differenti nello sviluppo della stessa nei sentieri che la usano).
Ora però, nonostante questa pratica sia utilizzabile in entrambi i sentieri, trova maggior riscontro nel sentiero destro per un semplice motivo:
- nessuno assumerebbe mai la forma (sempre se fosse possibile) di un Dio infernale, perchè oltre a comportare un dispendio di energie non indifferente, sarebbe anche rischioso oer il mago stesso.
Un Demone si invoca (o evoca per chi ha il consenso del Demone) e gli si chiede ciò che si vuole, è il Demone stesso a scegliere se è o meno il caso di presentarsi all'invocazione, ed il cercare costantemente il contatto con questo Demone (tramite la sintonizzazione) porterebbe potrebbe essere controproducente perchè non sempre, un Demone, è disposto a lavorare con noi (da trattare diversamente è il caso del sacerdozio verso particolari Demoni).
Inoltre, teoricamente parlando, il sentiero sinistro prevede una dualità di fondo inconciliabile con l'idea dell'unione mistica tra il Demone e l'uomo, perchè pone alla base un solo dato, unico, ripetitivo e costante: la separazione.

Edited by AL-HShTN - 1/4/2009, 11:13

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view post Posted on 29/3/2009, 15:54Quote
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Curioso

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/5/2009, 18:55


Posso chiederti come intendi la differenza tra il sacerdozio e la pratica devozionale?

Pour savoir ce qu’il est, il faudrait être lui même
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view post Posted on 1/4/2009, 10:09Quote
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Nihil Est

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Il sacerdozio è un culto, la devozione è una pratica.
Come in demonolatria (tanto per citare un esempio), i praticanti dedicano il loro culto ad un particolare Demone, che se accetterà la loro richiesta (io eviterei il "se", ma siccome non tutti sono dei seri praticanti, meglio lasciarlo), diventerà la loro guida ed il loro "apriporte" verso i regni infernali.
La devozione è una sintonizzazione verso un particolare Ente, che può essere fatta anche solo a scopo di ottenere un contatto con quell'Ente, e non necessariamente per stabilire un legame stabile tra il mago e l'Ente...

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view post Posted on 1/4/2009, 12:38Quote
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Curioso

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Status: Offline: ultima azione eseguita il 16/5/2009, 18:55


Capito :)
Allora aggiungerei anche che, se vogliamo, un "sacerdozio" prevede una posizione attiva dell'operatore nella trasformazione di se stesso rispetto alla virtù/potenza incarnata dall'Archetipo scelto, grazie alla quale diventerebbe diretta espressione della potenza e degli attributi dell'Archetipo (per Identità) e acquisterebbe quindi la possibilità di celebrare il suo culto a beneficio degli aspiranti. Presupposto è quindi quello di penetrare con un'intelligenza sottile la potenza specifica dell'Archetipo.

Nella devozione, invece, la trasformazione è passiva e avviene secondo il metodo religioso: l'Archetipo quindi non è più visto come Qualità dell'Intelligenza in manifestazione, ma come Divinità a cui si crede per fede, e che si crede possa elargire la sua benedizione grazie alla devozione, con le pratiche connesse.

Quindi, la differenza è anche di pratica.

Pour savoir ce qu’il est, il faudrait être lui même
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12 replies since 19/11/2008, 23:46
 
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